Aruba è il più grande provider di hosting e di servizi di certificazione digitale in Italia. Se utilizzi una casella email ospitata su Aruba (sia ordinaria che PEC) per le tue campagne di email marketing, probabilmente hai notato che i tuoi messaggi finiscono spesso in spam, anche se inviati regolarmente ai tuoi contatti. Le ragioni vanno dalla configurazione errata dell'autenticazione del dominio ai malintesi sulla differenza tra email ordinaria e PEC, fino ai problemi di reputazione che nascono da migrazioni tra i server Aruba.
Chi è Aruba e perché i problemi di consegna sono comuni
Aruba è una realtà storica nel mercato italiano: hosting, dominio, email, e soprattutto gestore della PEC (Posta Elettronica Certificata), il canale di comunicazione ufficiale e legalmente rilevante per molte aziende italiane. Milioni di indirizzi email legacy risiedono ancora su Aruba, e molte aziende utilizzano Aruba sia per la PEC che per la posta ordinaria.
Tuttavia, l'hosting email su Aruba (e più in generale su provider di hosting generalisti) è soggetto ai filtri antispam di Google, Yahoo, Libero, Virgilio, TIM e degli altri ISP. Questi filtri sono sempre più rigorosi: dal 2024, Google e Yahoo richiedono l'autenticazione DKIM obbligatoria e il DMARC configurato (almeno a p=none). Se il tuo dominio su Aruba non passa questi controlli, i tuoi messaggi rimbalzano direttamente in spam.
SPF e DKIM: la configurazione base che manca
SPF (Sender Policy Framework) e DKIM (DomainKeys Identified Mail) sono i due pilastri dell'autenticazione email. Se non configurati correttamente su Aruba, i filtri spam interpretano il tuo dominio come non verificato.
SPF su Aruba: Quando configuri l'email in Aruba, il provider ti fornisce un record SPF che devi aggiungere al DNS del tuo dominio. Questo record autorizza i server Aruba a inviare email a nome del tuo dominio. Se dimentichi questo passo, o lo configuri in modo incompleto, i filtri di Gmail, Yahoo e altri provider vedranno il messaggio come potenzialmente falsificato.
DKIM su Aruba: DKIM è ancora più specifico: firma ogni email con una chiave crittografica legata al dominio. Aruba genera la chiave DKIM nella sua pannello; tu devi pubblicare la chiave pubblica nel DNS. Se non lo fai, DKIM fallisce, e i filtri lo vedono come un segnale negativo di reputazione.
Errore comune: configurare SPF/DKIM una sola volta e credere che basti. In realtà, questi record devono essere corretti in modo permanente. Se cambi dominio, migri hosting, o modifichi la configurazione di Aruba, devi aggiornare SPF/DKIM subito.
DMARC: il terzo pilastro dell'autenticazione
DMARC (Domain-based Message Authentication, Reporting and Conformance) riunisce SPF e DKIM e dice ai filtri spam come comportarsi se l'email non passa l'autenticazione.
Molti imprenditori italiani configurano SPF e DKIM, ma tralasciano DMARC. Questo è un errore: DMARC non è facoltativo. Google e Yahoo ormai richiedono un record DMARC (minimo p=none) per inviare in massa.
Un record DMARC semplice è:
v=DMARC1; p=none; rua=mailto:rapporti@tuodominio.itQuesto dice: "I miei messaggi devono passare DKIM o SPF. Se non passano, non fare nulla (p=none), ma mandami i rapporti a rapporti@tuodominio.it." Inizia da p=none, raccogli i dati per 1–2 settimane, poi passa a p=quarantine (mette in spam messaggi non autenticati) e infine p=reject (riceve solo messaggi autenticati).
Aruba supporta DMARC nella pannello, ma la responsabilità della configurazione è tua.
PEC non è email ordinaria: un errore frequente
Qui arriviamo a un punto critico specifico di Aruba e dell'Italia: molti utenti confondono la PEC (Posta Elettronica Certificata) con la email ordinaria.
PEC è un canale legale unico al mercato italiano: ogni messaggio ha ricevuta di accettazione e lettura con valore legale. Tuttavia, PEC usa un protocollo diverso (non è SMTP), ha regole differenti, e non è lo strumento giusto per le campagne di marketing di massa.
Se tenti di inviare newsletter o email di marketing attraverso PEC, scoprirai che:
- I tempi di consegna sono molto più lenti (PEC è sincrona, non asincrona come SMTP ordinario)
- I filtri antispam dei gestori PEC sono molto più rigidi
- Le tue campagne di marketing verranno bloccate (PEC è concepita per comunicazioni ufficiali, non promozionali)
Soluzione: usa la email ordinaria di Aruba (@aruba.it) per le campagne di marketing, e riserva PEC per la comunicazione ufficiale con clienti e pubbliche amministrazioni.
Migrazioni di dominio e problemi di reputazione
Quando migri da un provider a Aruba (o viceversa), o quando cambi dominio, i filtri antispam perdono la "storia di reputazione" del tuo indirizzo di invio. Aruba e altri ISP registrano se un indirizzo invia spam, ha alti bounce rate, o attira molti reclami. Quando il tuo indirizzo è nuovo, i filtri sono diffidenti.
Se hai appena migrato su Aruba e noti che le tue email finiscono in spam, è probabile che sia un effetto della nuova reputazione. Ecco cosa fare:
- Assicurati che SPF/DKIM/DMARC siano già stati configurati correttamente prima di iniziare a inviare in massa
- Inizia con volumi bassi (anche 50–100 email al giorno) e aumenta gradualmente in 1–2 settimane
- Monitora i bounce rate e i reclami di spam
- Utilizza un tool di verificazione dell'inbox placement per controllare dove finiscono effettivamente i tuoi messaggi (inbox, spam, promotions)
Questo processo di "riscaldamento" (warmup) è cruciale per ricostruire la reputazione.
Come testare e verificare la consegna
Prima di lanciare una campagna su Aruba, devi assolutamente testare il tuo setup di autenticazione e il placement nei provider italiani principali: Gmail, Libero, Virgilio, TIM/Alice, Outlook, Yahoo.
Il modo più rapido è usare un test gratuito di inbox placement: configuri il tool con il tuo dominio, invii un messaggio di test, e il tool ti mostra in quale cartella è arrivato (Inbox, Spam, Promotions) presso 20+ provider, inclusi quelli italiani come Libero e Virgilio. Inoltre, vedrai il responso dettagliato di SPF/DKIM/DMARC e screenshot del rendering del tuo messaggio in light e dark mode su Aruba stessa.
Questo ti permette di correggere i problemi prima di inviare a migliaia di contatti, risparmiandoti ore di debugging.