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GetResponse: perché le email finiscono in spam

GetResponse è un ESP internazionale popolare tra le piccole imprese italiane. Ma se le tue campagne finiscono in spam, il problema è quasi sempre nella configurazione del dominio.

Stai usando GetResponse per le tue email di marketing, ma i tuoi messaggi non arrivano nella cartella Inbox? Sei in buona compagnia: è uno dei problemi più comuni tra gli utilizzatori italiani di questo ESP internazionale. La buona notizia è che nella maggior parte dei casi la soluzione è semplice, e ha a che fare con tre parole: SPF, DKIM, DMARC. La cattiva notizia è che GetResponse non sempre rende il processo facile come dovrebbe, e molti piccoli imprenditori saltano i passaggi cruciali per la configurazione.

Perché GetResponse ha problemi di consegna

GetResponse è una piattaforma di email marketing internazionale con localizzazione italiana e integrazioni popolari tra piccole e medie imprese. È conveniente, facile da usare e ha un supporto tecnico decente. Però, come tutti gli ESP, dipende dalla reputazione del dominio del mittente. Se il tuo dominio non è correttamente configurato agli occhi dei provider (Gmail, Yahoo, Outlook, Libero, Virgilio, TIM, Aruba e altri), i tuoi messaggi verranno automaticamente filtrati o inviati in spam.

A febbraio 2024, Google e Yahoo hanno reso ancora più rigorose le loro regole: oggi è obbligatorio configurare SPF e DKIM per chiunque spedisca un volume significativo di email. DMARC è altamente consigliato. Se non lo fai, i provider italiani e mondiali ti daranno il trattamento di uno spammer, indipendentemente dalla reputazione del tuo business. Il motivo è semplice: il settore ha un grande problema di spamming massivo, e i provider difendono i loro utenti con regole sempre più severe.

Configurazione DNS: il primo e più comune errore

Il 95% dei problemi di consegna con GetResponse dipende da una configurazione DNS incompleta o errata. GetResponse ti fornisce i record che devi aggiungere alla tua zona DNS (presso il tuo registrar: Aruba, Register.it, GoDaddy, ecc.), ma molti utenti saltano questo passaggio o lo completano male, spesso per confusione o mancanza di familiarità con il pannello DNS.

I tre record essenziali sono:

  • SPF (Sender Policy Framework) – dice ai provider quali server sono autorizzati a inviare email dal tuo dominio. GetResponse ti darà una riga con include:getresponse.com (o simile) da aggiungere al record SPF esistente.
  • DKIM (DomainKeys Identified Mail) – firma crittograficamente ogni email, provando che viene davvero da te e non è stata alterata. GetResponse genera una chiave pubblica DKIM che vai a registrare come record TXT in DNS.
  • DMARC (Domain Message Authentication Reporting & Conformance) – usa SPF e DKIM per impostare una policy: cosa fare con le email che falliscono l'autenticazione. Inizia con p=none, poi passa a p=quarantine o p=reject dopo una o due settimane di monitoraggio.
SPFAutorizza i server GetResponse per il tuo dominioDKIMFirma digitale di ogni email dal tuo dominioDMARCPolicy su come gestire le email non autenticate
Flusso di autenticazione email: come SPF, DKIM e DMARC proteggono il dominio
Consiglio pratico
Se usi un registrar italiano (Aruba, Register.it, ecc.), accedi al pannello DNS e cerca una sezione "Aggiungi record SPF/DKIM/DMARC": molti pannelli hanno guide step-by-step che riducono gli errori. Se GetResponse non specifica il formato esatto del record DKIM, contatta il supporto GetResponse e chiedi il valore corretto per la tua zona DNS. Non improvvisare: un record errato peggiora la consegna ancora più di uno mancante.

Verificare il dominio in GetResponse: passaggio obbligatorio

GetResponse ha una sezione "Verifica dominio" (solitamente in Impostazioni → Mittenti o Profilo). Lì devi inserire il dominio da cui vuoi inviare email (ad esempio, newsletter@tuodominio.it o semplicemente tuodominio.it). GetResponse controllerà che i record DNS siano corretti: se SPF, DKIM o DMARC non sono configurati, il dominio rimane non verificato e le email avranno bassa consegna.

Il processo è lineare:

  1. Vai in Impostazioni mittente in GetResponse.
  2. Aggiungi il tuo dominio.
  3. GetResponse genererà i record SPF, DKIM e DMARC da aggiungere al DNS.
  4. Accedi al pannello del tuo registrar e aggiungi i record alla zona DNS (o chiedi al supporto hosting).
  5. Torna a GetResponse e premi "Verifica" o "Ricontrolla". Se tutto è corretto, il dominio sarà marcato come verificato.
  6. Da quel momento in poi, usa solo mittenti verificati per le tue campagne; mai mittenti non verificati o condivisi.

Se la verifica fallisce ripetutamente, controlla con lo strumento di test di consegna gratuito check.live-direct-marketing.online: vedrai esattamente cosa non va nei tuoi record e otterrai suggerimenti per correggerlo.

DMARC: la policy che decide il destino delle tue email

Molti utenti aggiungono SPF e DKIM, ma dimenticano DMARC. DMARC è la "polizza assicurativa" che dice ai provider cosa fare se un'email fallisce i controlli di autenticazione (il che accade spesso per ragioni tecniche legittime, come inoltri o modifiche).

Una policy DMARC base inizia così:

v=DMARC1; p=none; rua=mailto:admin@tuodominio.it

Con p=none, il provider riceve i report dettagliati ma non scarta le email non autenticate. Dopo una o due settimane di monitoraggio dei report, passa a p=quarantine (chiedi ai provider di applicare un controllo extra) e infine a p=reject (rifiuta tutto ciò che non passa SPF+DKIM). Questo approccio graduato protegge da incidenti e garantisce una buona reputazione a lungo termine.

Errori comuni nelle campagne stesse

Anche con DNS perfetto, GetResponse potrebbe finire in spam se commetti errori nella gestione delle liste, del volume o del contenuto:

  • Ramp-up di volume troppo veloce – Se invii 10.000 email al primo giorno, i provider ti flaggeranno automaticamente come spammer. Inizia con 100–300 al giorno, aumenta gradualmente nel corso di una settimana.
  • Tasso di bounce alto – Se il 5%+ delle tue email rimbalza (indirizzi non validi), il dominio perde reputazione rapidamente. Pulisci la lista regolarmente e rimuovi i bounce.
  • Mancanza di link di unsubscribe – Dall'accordo Google/Yahoo 2024, devi includere un link per annullare l'iscrizione e un'opzione chiara e accessibile. GetResponse lo aggiunge per impostazione predefinita, ma controlla i template.
  • Spam trigger nel contenuto – Parole come "URGE", "GARANTITO", "CLICCA ORA" o link sospetti aumentano lo spam score. Mantieni il contenuto naturale e professionale.
  • Sender ID poco chiaro – Se il mittente (From name e From address) non è chiaramente identificato, il provider lo flagga. Usa il nome della tua azienda, non "Newsletter" generico.

Testa la tua consegna prima di lanciare

Prima di mandare una campagna a migliaia di persone, usa uno strumento di test di consegna gratuito come quello di check.live-direct-marketing.online. Puoi mandare un'email di test a indirizzi seed presso Gmail, Yahoo, Libero, Virgilio, TIM, Outlook, Aruba e altri provider italiani. L'app ti mostrerà in tempo reale:

  • Dove la email finisce (Inbox, Spam, Promotions, Social tab, ecc.).
  • Lo stato SPF, DKIM, DMARC del tuo dominio.
  • Il verdetto dei filtri antispam di ciascun provider.
  • Uno screenshot della email in luce e modalità scura.

Questo test ti aiuta a identificare i problemi prima che rovini la reputazione del dominio con invii massivi errati. È il passo più importante per evitare spam.

Email inviata da GetResponse100%Passato controllo SPF/DKIM95%Passato controllo DMARC90%Passato filtri antispam80%Arrivato in Inbox (non Spam)75%
Flusso di filtraggio della consegna: dalle spalle di GetResponse agli inbox dei provider

GetResponse mi dice che il dominio è verificato, ma le email vanno lo stesso in spam. Perché?

La verifica di GetResponse controlla solo che SPF, DKIM e DMARC siano presenti e corretti in DNS. Una volta verificato, la consegna dipende anche da:
  • La reputazione IP del server di GetResponse (usato da migliaia di utenti; se qualcuno spamma, tutti soffrono).
  • Il tasso di bounce e reclami della tua lista (email invalide fanno scattare blacklist).
  • La frequenza e il volume di invio (ramp-up graduale è essenziale).
  • Il contenuto dell'email (spam trigger, link sospetti).
Se la verifica è ok ma lo spam persiste, controlla il tasso di bounce, riduci il volume iniziale, e testa con lo strumento gratuito check per diagnosticare il vero problema.

Devo configurare DKIM e DMARC, o è sufficiente SPF?

Teoricamente SPF basterebbe, ma in pratica è insufficiente. SPF è fragile quando l'email viene inoltrata o ricopiata. DKIM è più robusto e oggi è di fatto obbligatorio per una buona consegna. DMARC è la "cintura di sicurezza": dice ai provider come comportarsi quando SPF o DKIM falliscono. Per il massimo tasso di inbox, configura tutti e tre. La ricerca del settore e le best practice di Google/Yahoo confermano che SPF+DKIM+DMARC insieme garantiscono il miglior tasso di consegna.

Posso usare un dominio condiviso di GetResponse per evitare problemi DNS?

Tecnicamente sì, GetResponse lo permette, ma è peggio che male. I domini condivisi hanno reputazione bassa: tutti i clienti spammer di GetResponse sporcano il dominio per gli altri utenti legittimi. I provider italiani (specialmente Libero e Virgilio, che sono più conservatori) filtreranno più aggressivamente le email da domini generici. Investire 5 minuti per configurare il tuo dominio vale infinitamente di più: è facile e protegge la tua reputazione a lungo termine.
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AB
Sull'autore
Artem Berezin
B2B Deliverability Specialist

B2B deliverability specialist with 5+ years of hands-on outreach experience. Built campaigns reaching 90,000+ inboxes across 20+ countries — and fixed the deliverability problems that came with that scale.

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